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ATC SCM 11

CARATTERISTICHE:

Drivers: HF ATC 25mm Neodymium soft dome, Mid/LF ATC 150 mm CLD.

Matched Response: ±0.5dB.

Frequency Response (-6dB): 56Hz-22 kHz.

Dispersion: ±80° Coherent Horizontal, ±10° Coherent Vertical.

Sensitivity: 85 dB @ 1 W @ 1 metre.

Max SPL: 108 dB.

Recommended Power Amplifier: 75 to 300 Watts.

Nominal Impedance: 8 Ohm.

Dimensions:  381x232x236mm (grill adds 28mm depth)

Weight: 10,8kg

Per questo test sono state utilizzate le seguenti elettroniche:
1) Preamplificatore Classè DR5
2) Finale Accuphase P300V
3) Giradischi Manticore Mantra con braccio Alphason Xenon e testina Nagaoka OS200
4) Lettore CD Linn Mimik
5) Ricevitore BT Advance Acoustic WTX500

Questa recensione prende spunto da una questione fondamentale quando ci si siede sul divano di casa per ascoltare un diffusore: la scelta tecnica che ne orienta il progetto e di conseguenza la costruzione, in questo caso l’aver optato per una “cassa chiusa” in luogo del più diffuso “bass reflex”.
Da ascoltatore e appassionato (non sono un tecnico e credo sia bene chiarirlo) fruitore da anni di diffusori in sospensione pneumatica decisamente agée, è stato per me un piacere misurarmi con queste ATC SCM 11 (MY 2012).
Partiamo col dire che si tratta di diffusori che ho ascoltato ripetutamente nell’ambiente nel quale abitualmente risiedono (casa di un amico fraterno) ma in questo caso li ho avuti nella mia sala per qualche giorno e li ho potuti testare collegandoli alle mie elettroniche.
La prima caratteristica che salta all’occhio, a diffusori spenti, è la sorprendente qualità costruttiva associata al peso del cabinet, o “mobile” se preferiamo, tipico dei diffusori in cassa chiusa di un certo lignaggio, verrebbe da dire “di prezzo importante” ma scopriremo a fine recensione come questo non significhi “immotivato”; la rifinitura sia del retro che del frontale non evidenzia la men che minima imperfezione, come da tradizione della Casa inglese, famosa per produrre i propri diffusori in maniera pressoché artigianale e con componenti di propria progettazione.
Passando al collegamento vero e proprio troviamo la consueta predisposizione per il bi-amp ormai d’obbligo su qualsiasi diffusore degno di questo nome. In occasione di questo test sono state collegate in mono-wiring ad un finale Accuphase P300V, il reale benchmark del mio impianto, vista la sua capacità di pilotare diffusori difficili e qui arriviamo al primo vero dato utile in ascolto sulle ATC: sono diffusori ostici, talmente ostici da aver visto i vu-meter del mio finale dirigersi allegramente verso il fondo corsa. Se state valutando un diffusore dal catalogo ATC accertatevi prima di tutto di avere amplificazioni realmente adeguate a pilotarle, altrimenti la delusione potrebbe essere davvero cocente.
Il primo pezzo utilizzato per questo test è stato “Tide of trepidation” dallo splendido “Live in London” degli E.S.T., pezzo scelto principalmente per poter partire da un rapido ascolto comparato con le mie AR10Pigreco che in questo caso hanno mostrato una prestazione più convincente sul basso profondo, avvantaggiate da un litraggio superiore, rimanendo però al palo in termini di rotondità del medio alto e di separazione dei piani sonori, caratteristica che la fa da padrona in queste bellissime piccole inglesi.
Procedendo con gli ascolti siamo passati (il test è stato fatto a 6 orecchie compreso un amico fonico) a pezzi di più difficile riproduzione per diffusori di litraggio limitato come “Teardrop”, tratto dal disco “Mezzanine” dei Massive Attack: non possiamo pretendere bassi tellurici trovandoci di fronte ad un woofer da 6 pollici, ma tutto quello che c’è c’è per davvero ed in maniera sorprendentemente piena e reale.
Realismo che ritroviamo in maniera quasi impalpabile nella bellissima “Oh Jerusalem” nella versione tratta dall’Unplugged del 2002 di Ms. Lauryn Hill: la voce si materializza perfettamente davanti a noi con un realismo ed un calore degni di nota.
La SCM11 si è comportata egregiamente anche con brani meno “seduti”, come ad esempio “If I ever feel Better” dall’album “United” dei Phoenix, ricreando una scena decisamente ben strutturata e con ogni strumento correttamente posizionato: praticamente impossibile non trovarsi a battere il piede a tempo, ennesimo segnale di una riproduzione decisamente “credibile” e con ottima dinamica.

Fin qui forse si ha l’impressione di un diffusore preciso quanto “impietoso” e infatti così stanno le cose: la SCM è prima di tutto uno splendido “monitor” che non esagera mai in durezza o fatica di ascolto; potrei preferire la nuance delle AR10 (sfumatura che le ha fatte invecchiare meglio di altri diffusori coevi, complice la loro riscoperta grazie ad amplificazioni finalmente in grado di pilotarle a dovere), ma siamo realmente nel campo del gusto personale.
La difficoltà di pilotaggio alla quale facevo riferimento poc’anzi si traduce naturalmente in necessità di pressioni sonore medio-elevate per un ascolto credibile: non è propriamente un diffusore “da passeggio” per essere chiari, ma richiede cura negli accoppiamenti e, soprattutto, attenzione e dedizione in ascolto per carpirne la reale qualità, pena il rischio di perdersi nel mare magnum dei diffusori da stand di pari categoria e dimensioni (ad esempio una Chario Academy II, per citare un diffusore di pari fascia di prezzo che trovo globalmente inferiore a queste ATC).
Le SCM11 sono tutt’ora a listino, in una versione riveduta e rinnovata, a circa 2000€; se ragioniamo in termini di cifre assolute non si tratta di un esborso indifferente, ma il gioco può valere la candela. Si parla di un diffusore musicalmente onnivoro e potenzialmente definitivo per una buona fetta di ascoltatori, a patto di amplificarlo a dovere, e che si può trovare tra l’usato recente ad una cifra accettabile con la quale ci si porta a casa grande compostezza e rigore timbrico, posizionamento non problematico e prestazioni al di sopra di ogni ragionevole sospetto, nonostante le dimensioni ridotte.

Marco Tagliavini

Per questo test sono state utilizzate le seguenti elettroniche:
1) Preamplificatore Classè DR5
2) Finale Accuphase P300V
3) Giradischi Manticore Mantra con braccio Alphason Xenon e testina Nagaoka OS200
4) Lettore CD Linn Mimik
5) Ricevitore BT Advance Acoustic WTX500

CARATTERISTICHE:

Drivers: HF ATC 25mm Neodymium soft dome, Mid/LF ATC 150 mm CLD.

Matched Response: ±0.5dB.

Frequency Response (-6dB): 56Hz-22 kHz.

Dispersion: ±80° Coherent Horizontal, ±10° Coherent Vertical.

Sensitivity: 85 dB @ 1 W @ 1 metre.

Max SPL: 108 dB.

Recommended Power Amplifier: 75 to 300 Watts.

Nominal Impedance: 8 Ohm.

Dimensions:  381x232x236mm (grill adds 28mm depth)

Weight: 10,8kg