Hi-Fi Enigma

Editoriale di Pippo Basile

Numero 0 – Luglio 2021

L’amore per la musica ha portato molti di noi a percorrere una strada che ci ha inevitabilmente condotto a prendere contatto con l’alta fedeltà.

Poter rivivere le emozioni di un concerto, riascoltare i brani del nostro artista preferito, potersi concedere un momento di gioia ascoltando la nostra musica preferita o esplorando sempre nuovi spazi magari fino ad oggi sconosciuti, grazie all’Hi-Fi diventa una realtà.

Ognuno di noi ha avuto un approccio diverso al magico mondo dell’alta fedeltà, c’è chi ha ereditato la passione  dai genitori, chi frequentando degli amici, chi ancora s’è incuriosito per quello che leggeva sulle riviste ovvero, sopratutto oggi, per le informazioni tratte dal web.

In un modo o in un altro eccoci, abbiamo fra le mani il nostro primo impianto, l’emozione e la curiosità sono a mille e allora fra una “Quinta” di Mahler e “Private Investigation”, iniziamo a scorrere le nostre pagine sonore tanto amate.

Superato il primo attimo in cui è il pathos l’aspetto preponderante, il secondo step consiste nel prendere coscienza del fatto che la musica che andiamo a riprodurre ha una sua forma un suo modo di dipanarsi, allora inevitabilmente si fanno confronti con quanto ascoltato dal vivo o  da un altro impianto.

Ci si ritrova così a fare anche delle valutazioni soggettive sul come stiamo usufruendo della nostra musica e, messo da parte l’elemento per così dire evocativo, si passa ad analizzare il tutto in modo critico.

Fondamentalmente del nostro impianto iniziamo a valutare tre aspetti fondamentali: l’estensione, la potenza, il volume, scartabellando qua e la e confrontandoci con amici più smagati impariamo che tutto ciò ha anche un preciso riferimento tecnico che si appoggia a leggi della fisica e dell’elettronica e che ci introduce ad un linguaggio specifico.

Per chi proviene da una formazione culturale di tipo scientifica il passaggio da termini che indicano perlopiù una sensazione ad altri che invece ne specificano numericamente l’entità non  è un percorso molto complesso, per chi invece ha un approccio più umanistico, ovvero aveva considerato inizialmente il suo impianto alla stregua di un qualsiasi elettrodomestico iniziano a sorgere tanti dubbi, veri e propri enigmi.

E così, giusto per riprendere i concetti di prima, estensione, potenza e volume, vengono correlati con altri termini come: risposta in frequenza, watt, decibel.

Scopriamo così che possiamo leggere, diciamo in forma tradotta, (per esempio) quella sensazione di suono poco brillante come una tendenza del nostro impianto a “calare” sulle alte frequenze, che se ascoltiamo a bassi volumi stiamo utilizzando un paio di watt del nostro amplificatore, e che se la vicina mentre ascoltiamo “La Grange” degli ZZ TOP  inizia compulsivamente a  bussare sulla parete  che separa la nostra sala d’ascolto con la sua camera da letto, molto probabilmente abbiamo superato il “muro” dei 100 dB.

E’ solo l’inizio, perché ovviamente prendendo confidenza sia con l’impianto che con una certa terminologia, ovviamente si pongono le basi per altre analisi anche più complesse.

Gli aspetti con cui confrontarsi sono tanti, chi ha affrontato professionalmente i fenomeni elettro acustici connessi con l’alta fedeltà ha sviluppato una metodologia che ci aiuta a comprendere per esempio perché se alziamo il volume ad un certo punto iniziamo ad avere anche delle percezioni sgradevoli, ovvero perché alcuni brani ci sembrano “piatti” ed altri “dinamici”.

La conoscenza della terminologia specifica e di quella che si può definire “elettronica di base”, ci consente di sciogliere più facilmente quelli che ci appaiono come enigmi, impariamo per esempio che il concetto di watt inteso come fine a se stesso è sostanzialmente privo di senso ed ha una mera valenza accademica se poi non si va a correlare ad altri concetti come la resistenza propria del sistema di altoparlanti a cui è connesso il nostro amplificatore, ma scopriamo anche che questa resistenza non è fissa e che quindi il compito dell’amplificatore non è lo stesso di un interruttore che fa accendere una lampadina.  

Inutile dirvi che esistono libri e pubblicazioni d’ogni genere per cui è ovvio che materiale su cui studiare, o semplicemente trarre informazioni ce n’è tantissimo, io cercherò di affrontare una serie di argomenti allo scopo di rendere più semplice la comprensione di alcuni concetti per chi, come dicevo prima, non ha specifiche competenze tecniche e per tutti quelli che vorranno comprendere meglio il funzionamento del proprio impianto, dando anche dei piccoli suggerimenti  che possono servire per risolvere alcuni problemi che possono eventualmente sorgere.

Ah! Dimenticavo una cosa, non smettete mai di ascoltare musica.

Pippo Basile